Prima esperienza di viaggio-studio nel continente africano, in Marocco a Beni Mellal, per quattro studentesse e un’insegnante dell’Istituto di Istruzione Superiore Don Milani di Rovereto.  Il viaggio, organizzato all’interno del progetto “Conto anch’io” co-finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, si è svolto lo scorso aprile dopo alcuni momenti di preparazione e informazione per superare ansie e dubbi.

Il soggiorno è stato piuttosto impegnativo: sei giorni intensi di sveglie mattiniere hanno permesso alle ragazze di conoscere e confrontarsi con una realtà fisicamente e culturalmente lontana e persino distante da raggiungere, ma che presenta comunque molte similitudini con il nostro Paese, a partire dalla passione comune per un certo genere di musica, per i selfie da condividere sui social network, per i viaggi e la curiosità di conoscere nuove persone.

Il programma della visita organizzata da Progettomondo Mlal Marocco è stato ben strutturato e scandito con numerose visite alle scuole di vario ordine e grado, da quella pubblica in montagna alla privata di città. Le studentesse italiane hanno particolarmente apprezzato la proposta di ripercorrere a piedi o a dorso di mulo la strada che i bambini di montagna intraprendono ogni giorno per andare a scuola, anche quando il tempo atmosferico non è favorevole. Sono state colpite dalla difficoltà del tracciato ma soprattutto dalla grande forza di volontà di giovani alunni e alunne che, per studiare e cercare di migliorare le loro condizioni, sono disposti a grandi sacrifici e fatiche. Molti ragazzi marocchini incontrati conoscono ben più di quattro lingue (l‘arabo classico, il dialetto arabo, il tamazight, il francese e l’inglese) e vogliono andare a studiare all’estero, alcuni hanno espresso la volontà di recarsi addirittura in Corea. Molto interessante è stato il dibattito durante la tavola rotonda “Les défis d’une société internationale et interculturelle” con una discussione tra i ragazzi partecipanti che è poi continuata nella terrazza dell’ufficio di ProgettoMondo Mlal, in un momento informale di aperitivo/cena durante cui le giovani si sono confrontate sugli stereotipi “occidentali” che generalizzano la cultura islamica identificandola come “Terrorista”. Sono rimaste, inoltre, molto affascinate da Houssa che ha raccontato loro la cultura berbera, trattata come minoranza, anche se in realtà rappresenta una maggioranza nel Paese e come lui abbia creato il suo gîtes (una specie di agriturismo) per far conoscere al turista la cultura e la storia della popolazione autoctona.

Non sono mancati momenti per conoscere e scoprire Beni Mellal e visitare la Medina, la parte antica della città, dove le ragazze di Rovereto sono rimaste ammagliate dagli stretti vicoli e da tutto ciò che è messo in vendita: dalle galline alla verdura, dagli oli e profumi ai vestiti e dell’hammam, il tipico bagno comune, che hanno frequentato per un paio d’ore e le ha letteralmente sbalordite. All’inizio dell’esperienza nell’hammam le giovani non si sono sentite particolarmente a loro agio, ma pian piano si sono rilassate quando hanno provato a cospargersi il corpo con il tipico sapone nero e si sono lasciate massaggiare fino ad avere una pelle liscissima e profumata.

Tornate a Rovereto, le studentesse e l’insegnante che le ha accompagnate hanno narrato ai loro compagni di scuola l’esperienza vissuta, con gli aneddoti più simpatici e curiosi, durante un momento formativo in Istituto. Non sono mancati quiz con domande sulla cultura islamica, una presentazione in power point sulla storia e geografia del Marocco con qualche curiosità e infine, per rendere l’atmosfera più suggestiva, le ragazze hanno servito tè e biscotti come da tradizione marocchina.

Federica Manfrini,

Mlal Trentino Onlus

“Conto anch’io”: il viaggio in Marocco

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